Un profilo LinkedIn pubblico fornisce a un attaccante il nome, la foto e il ruolo di un collaboratore: quanto basta per preparare un phishing mirato e credibile. La regola Sonar «Over-exposed LinkedIn profiles» trova il profilo pubblico di ogni collaboratore, gli chiede di nascondere queste informazioni, poi verifica che sia stato fatto. Seguite il risultato in Sonar, senza dover sollecitare nessuno.
👍 Buono a sapersi: la regola è disponibile per tutti i clienti Sonar, che i vostri collaboratori seguano le Cyber Mission o il Karma. Se avete solo Awareness, il corso sull'impronta digitale LinkedIn resta disponibile, ma senza attività di promemoria né monitoraggio. Vedete L'impronta digitale LinkedIn dei vostri collaboratori.
1️⃣ Come funziona la regola
👉 1. Riot trova il profilo
A partire dal nome del collaboratore e dal nome della vostra azienda, Riot cerca il suo profilo LinkedIn pubblico. Il collaboratore conferma che si tratta proprio di lui, oppure indica lui stesso l'indirizzo del proprio profilo se Riot non ha trovato nulla. Un profilo viene preso in considerazione solo dopo la conferma del collaboratore.
👉 2. Il collaboratore protegge il proprio profilo
Riceve un'unica attività nella sua prossima mission, di circa 5 minuti, che gli chiede di:
mostrare solo l'iniziale del proprio cognome;
nascondere la propria foto alle persone esterne alla propria rete;
nascondere i dettagli del proprio ruolo.
Ogni passaggio rimanda direttamente alla pagina giusta delle impostazioni di LinkedIn.
👉 3. Riot verifica
Non appena il collaboratore indica di aver terminato, Riot consulta il suo profilo pubblico. Se il profilo è ancora esposto, il caso resta aperto e l'attività torna nella mission successiva.
👉 4. Seguite il risultato
La pagina della regola elenca ogni caso con il suo stato e mostra la quota di collaboratori che hanno protetto il proprio profilo (vedete la sezione 4️⃣).
👍 Buono a sapersi: per impostazione predefinita, la regola parte quando il collaboratore ha terminato il corso sull'impronta digitale LinkedIn: il corso spiega il perché, l'attività fa passare all'azione. Potete anche farla partire immediatamente (vedete la sezione 3️⃣).
2️⃣ Cosa verifica Riot
Riot verifica la versione pubblica del profilo, quella che chiunque vede senza aver effettuato l'accesso a LinkedIn. Un profilo è considerato protetto quando:
il cognome compare solo come iniziale;
la foto è limitata alla rete del collaboratore;
i dettagli del ruolo sono nascosti.
L'attività suggerisce anche tre impostazioni facoltative che Riot non può verificare: la visibilità dell'indirizzo e-mail e del numero di telefono, la data di nascita e l'attivazione della 2FA su LinkedIn.
💡 Il nostro consiglio: un profilo che Riot non può leggere (un profilo privato, ad esempio) non apre mai un caso. Vi consigliamo comunque di mantenere il profilo pubblico con le impostazioni indicate sopra: renderlo privato lo nasconde a Google e alla verifica di Riot, ma non a un truffatore che dispone di un account LinkedIn.
3️⃣ Attivare e configurare la regola
💡 Prerequisiti:
aver effettuato l'accesso a hub.tryriot.com con un account che dispone dell'accesso Amministratore;
avere un dominio verificato per il vostro workspace;
autorizzare Sonar a inviare attività ai vostri collaboratori, nelle impostazioni di Sonar.
Per questa regola non è necessaria alcuna integrazione Google o Microsoft.
👉 Passaggio 1: accedete a hub.tryriot.com con il vostro account Amministratore.
👉 Passaggio 2: aprite Sonar -> Rules per visualizzare l'elenco delle regole.
👉 Passaggio 3: cliccate sulla regola «Over-exposed LinkedIn profiles». È disattivata per impostazione predefinita: attivatela.
👉 Passaggio 4: regolate le impostazioni se necessario:
l'avvio: dopo il corso sull'impronta digitale LinkedIn (predefinito) oppure immediatamente;
la chiusura senza risposta: il numero di mission senza risposta prima che il caso si chiuda, 1, 2, 3 o 6 (2 per impostazione predefinita);
la nuova richiesta: dopo un rifiuto o in assenza di un account LinkedIn, Riot chiede di nuovo 12 mesi dopo, oppure mai.
👍 Buono a sapersi: se i vostri collaboratori usano il Karma, l'attività compare nel loro portale a inizio mese e il periodo senza risposta si conta in mesi anziché in mission.
4️⃣ Seguire i risultati
La pagina della regola elenca ogni caso con uno di questi stati:
Awaiting employee: il collaboratore non ha ancora svolto la sua attività;
Secured: la verifica di Riot ha confermato che il profilo è protetto;
Closed: il caso si è chiuso senza che il profilo fosse protetto, ad esempio dopo un rifiuto del collaboratore o in mancanza di risposta.
Mostra anche la quota di collaboratori che hanno protetto il proprio profilo.
👍 Buono a sapersi: vedete chi è coperto, chi ha confermato il proprio profilo e chi lo ha protetto, ma mai l'indirizzo del profilo né il suo contenuto. L'attività lo precisa ai vostri collaboratori.
Un amministratore non può chiudere un caso né contrassegnarlo come protetto. I casi si chiudono da soli: profilo confermato come protetto da Riot, rifiuto del collaboratore, oppure assenza di risposta dopo il numero di mission scelto.
5️⃣ L'esperienza lato collaboratore
Il collaboratore riceve un'unica attività, nella sua prossima mission.
Può confermare il profilo trovato da Riot, oppure indicare che non è lui («That's not me») e fornire l'indirizzo del proprio profilo.
Può anche rispondere di non avere un account LinkedIn, o di non voler condividere il proprio profilo. In entrambe le situazioni il caso si chiude, e Riot chiede di nuovo 12 mesi dopo (oppure mai, secondo la vostra impostazione).
Guadagna punti Aura quando contrassegna l'attività come svolta, poi un bonus quando la verifica di Riot conferma che il suo profilo è protetto.
I profili protetti vengono verificati di nuovo ogni 3 mesi. Un nuovo caso si apre solo se il profilo torna a essere esposto.
6️⃣ I dati conservati
Per trovare un profilo, Riot utilizza il nome del collaboratore e il nome della vostra azienda. Per far funzionare la regola, Riot conserva poi:
l'indirizzo del profilo;
le date di conferma e di verifica;
il risultato dell'ultima verifica.
Questi dati vengono eliminati quando il collaboratore viene anonimizzato dopo aver lasciato l'azienda. Per i dettagli sul trattamento dei dati, consultate trust.tryriot.com.
7️⃣ Domande frequenti
👉 Il nostro team di sicurezza vede i profili LinkedIn dei nostri collaboratori?
No. Gli amministratori vedono chi è coperto, chi ha confermato il proprio profilo e chi lo ha protetto, mai l'indirizzo del profilo né il suo contenuto.
👉 Cosa succede se Riot trova il profilo di un'altra persona?
Il collaboratore lo segnala nella sua attività e può fornire l'indirizzo del proprio profilo. Un profilo conta solo dopo la conferma del collaboratore.
👉 E se un collaboratore dichiara di aver terminato senza cambiare nulla?
Riot verifica il profilo subito dopo. Se è ancora esposto, il caso resta aperto e l'attività torna nella mission successiva.
👉 I miei collaboratori riceveranno solleciti a ripetizione?
No. Ogni collaboratore riceve un'unica attività, nella sua prossima mission. Senza risposta, il caso si chiude dopo 2 mission per impostazione predefinita. I profili protetti vengono verificati di nuovo ogni 3 mesi e un nuovo caso si apre solo se il profilo torna a essere esposto.
👉 Usavamo già le attività LinkedIn di Awareness. Cosa cambia?
I corsi LinkedIn restano. Per i clienti Sonar, le due precedenti attività LinkedIn (indicare il proprio profilo, ridurre la propria impronta) sono sostituite da questa regola. Se un collaboratore ha già indicato l'indirizzo del proprio profilo nel corso sull'impronta digitale, la regola lo riutilizza.
👉 La regola è attiva, ma nessuno ha ricevuto l'attività. Perché?
Il più delle volte, per uno di questi tre motivi:
Sonar non è ancora autorizzato a inviare attività ai vostri collaboratori (impostazioni di Sonar);
la regola attende la fine della mission che contiene il corso sull'impronta digitale LinkedIn;
la mission successiva non è ancora iniziata.
Da ricordare
La regola «Over-exposed LinkedIn profiles» è disponibile per tutti i clienti Sonar, con le Cyber Mission come con il Karma.
Riot trova il profilo, il collaboratore lo protegge con un'attività di circa 5 minuti, poi Riot verifica la versione pubblica del profilo.
Un profilo è protetto quando il cognome è ridotto all'iniziale, la foto è limitata alla rete e i dettagli del ruolo sono nascosti.
La regola è disattivata per impostazione predefinita e non richiede alcuna integrazione Google o Microsoft, solo un dominio verificato.
Gli amministratori seguono gli stati e la quota di profili protetti, senza mai vedere l'indirizzo né il contenuto dei profili.
I casi si chiudono da soli e i profili protetti vengono verificati di nuovo ogni 3 mesi.



