È una domanda che torna regolarmente, in particolare nei questionari di sicurezza. Ecco la risposta concreta.
1️⃣ La connessione tramite SSO
La grande maggioranza dei nostri clienti accede a Riot tramite il proprio identity provider aziendale — Google, Microsoft, Slack o Okta.
In questo caso l'autenticazione è gestita interamente dal vostro identity provider. Questo significa che la vostra policy di autenticazione a più fattori si applica a Riot, come a qualsiasi altra applicazione del vostro parco: se il vostro provider impone un secondo fattore, l'accesso a Riot ne beneficia automaticamente. Lo stesso vale per le vostre regole di accesso condizionale, le vostre policy di sessione e i vostri requisiti di conformità dei dispositivi.
👍 Il nostro consiglio: è la configurazione da privilegiare se avete requisiti di sicurezza o di conformità. Mantenete il controllo delle vostre policy di autenticazione nello stesso posto in cui gestite gli altri strumenti, senza doverle ridefinire in Riot.
👉 Per la configurazione, vedete gli articoli SSO dedicati a Entra, OneLogin, Okta e JumpCloud.
2️⃣ La connessione tramite magic link
Riot propone anche una connessione tramite magic link, senza password. Si basa sulla combinazione di due elementi inviati per e-mail: un link monouso e un codice a 6 cifre visualizzato soltanto dalla persona che ha effettuato la richiesta. Aprire il link non è quindi sufficiente per accedere.
Vedete 'Accedere a Riot con un magic link'.
3️⃣ Cosa ricordare per un dossier di conformità
Riot non integra un meccanismo di autenticazione a più fattori proprio del suo modulo di accesso. L'autenticazione a più fattori si ottiene collegando Riot al vostro identity provider, che resta la fonte di verità per le vostre policy di accesso.
Da ricordare
Con l'SSO, la vostra policy di autenticazione a più fattori si applica a Riot.
Provider supportati: Google, Microsoft, Slack, Okta, oltre alle configurazioni OIDC e SCIM per i deployment aziendali.
Il magic link associa un link monouso e un codice a 6 cifre.
